Chiesa di Sant'Antonio Abate


Di origini tardomedievali, questa chiesetta inizialmente era dedicata a S. Maria della Neve, ed inoltre, grancia di S. Maria in Strada, attuale Cattedrale.

La sua particolare importanza venne notevolmente valorizzata a partire dal 1570, quando la Confraternita del S. Monte della Pietà, non avendo più a disposizione l'ex ospedale sito nelle adiacenze della chiesa di S. Maria della Pietà, a causa del terremoto del 1542, continuò la sua opera di assistenza agli infermi presso il convento della chiesa di S. Francesco, ma questi locali a disposizione troppo limitati per accogliere i tanti bisognosi di cure, indussero alla confraternita di chiedere al clero di S. Maria in Strada la disponibilità di questa chiesa per avere la possibilità di ricostruirvi un nuovo ospedale da permettere maggiore ospitalità agli infermi. 

Il Clero di S. Maria in Strada in data 21 febbraio 1570 concesse non solo questa chiesa ma anche quella di S. Sofia, sita nella zona di porta Lucera, con l'annesso ospedale e con tutte le rendite connesse che disponeva. 

Inoltre gli stessi sacerdoti del Clero di S. Maria in Strada si unirono ai confrati del S. Monte della pietà per questuare calce, sabbia e pietre da servire per la costruzione del nuovo ospedale. 

Ai confrati venne concessa anche la facoltà di assistere i condannati a morte. 

Con il ricavato delle rendite provenienti dai beni della chiesa di S. Sofia, fu eretto l'Ospedale che accolse gli ammalati poveri, i pellegrini e gli " esposti " cioè i bambini figli di ignoti.

Ciò avvenne fino all'anno 1724 perchè da tale data furono ospitati soltanto i malati poveri, assistiti spiritualmente da un cappellano.

Nella chiesa, fino al 16 luglio 1826, anno in cui venne messo in funzione il Cimitero Comunale, vi era una fossa comune in cui venivano sepolte persone uccise o giustiziate. 

Infatti furono sepolti, qui, anche i fucilati della rivolta antifrancese del 1779. 

La chiesa subì notevoli danni nel terremoto del 1627.

 

Scrive il Lucchino :

" Dell'Ospedale caddero gli ospizi e l'infermeria, rimanendo salde le stanze sottane e buona parte di una volta sotto l'infermeria, dove era un trappeto per l'olio. 

Della Chiesa acdde tutta la facciata, e quasi tutto il tetto ".

 

Sia la chiesa che l'ospedale, dal 1660, furono gradatamente ricostruiti e completati.

Il 31 agosto 1810, il nosocomio viene eretto ad ente morale ed è gestito da laici eletti dal Consiglio Comunale fino al 1862, anno in cui passò alla " Congregazione della Carità ".

Lavori di restauro della chiesa si ebbero nell'Ottocento, nel 1906 e nel 1921, quando Mons. Felice Canelli fece erigere un altare monumentale in onore del S. Cuore di Gesù, a ricordo dei caduti della prima guerra mondiale, con un bassorilievo in bronzo dello scultore sanseverese Severino Leone.

Altri restauri furono eseguiti nel 1973.

In una nicchia sul portale, vi era la statua di S. Michele che originariamente sormontava una colonna esistente, a suo tempo, nella  Piazza della Cattedrale, 

Da qualche anno questa statua è stata rimossa ed all'interno della nicchia è stato realizzato un interessante mosaico raffigurante S. Antonio Abate, titolare della chiesa e della omonima Arciconfraternita, eretta nel 1868 con il nome di Confraternita della Misericordia e della SS. Trinità, mutato nel 1908 in Confraternita di Sant'Antonio Abate, della Misericordia e della SS. Trinità. 

Nel 1946 la confraternita fu elevata ad Arciconfraternita, prendendo il nome di Arciconfraternita di Sant'Antonio Abate. 

Trasferita all'interno della chiesa, la scultura di probabile scuola sansovina, raffigura l'Arcangelo Michele intento a scacciare dei demoni, nelle sue forme delicate, eseguite ad intaglio, apprezzabili nei panneggi, nelle decorazioni del corpetto e nelle figure allegoriche realizzate con lucida composizione chiaroscurale.

Inoltre all'interno vi è un bellissimo soffitto dipinto a grossi riquadri che riporta una rappresentazione dell'apparizione della Madonna della Neve.

La chiesa vanta al suo interno diverse sculture lignee di pregio. 

Sul mormoreo altare maggiore del 1921 è presente la statua di Sant'Antonio Abate, opera di Arcangelo Testa, datata 1830. 

Sugli altari laterali vi sono esposte alla venerazione dei fedeli, le statue di Gesù Morto e Maria SS. Addolorata, San Luigi Gonzaga, San Gioacchino e Maria Bambina e di S. Maria della Strada. 

Anticamente erano presenti anche le statue di Santa Brigida, della Madonna della Saletta e della Madonna della Neve. 

Inoltre vi era anche una tela raffigurante la Pietà di Giuseppe Palma e datata 1851. 

Nel 1980 è stato posto un busto in bronzo, opera del concittadino, Matteo Germano, raffigurante Don Felice Canelli, già Rettore della chiesa nei suoi primi anni di sacerdozio. 

Attualmente la chiesa è ancora grancia della Cattedrale e sede dell'Arciconfraternita di Sant'Antonio Abate.


Festa di Sant'Antonio Abate